Alessandro Malaguti – Riguardando a mente fredda: L’Amicizia e il dolore a Forlì

pensive malaCiclissimo! Prima, come stanno i suoi compagni di squadra che non hanno finito il Giro a causa di ferite? (La squadra ha riportato alcune ferrite grave. I miei  auguri di pronta guarigione!)

Alessandro Malaguti  Siamo stati molto sfortunati in questo Giro perdendo un leader carismatico come Daniele Colli, che era anche la nostra ruota veloce (nono a Genova nella prima volata è caduto nella seconda) e Damiano Cunego che in quella tappa si sarebbe giocato la vittoria con Gilbert. Daniele essendo caduto a inizio Giro ora sta meglio, è in fase di recupero pedala già sui rulli, si allena in piscina e presto potrà tornare in bici.

Damiano Cunego invece è ancora in pieno recupero dall’operazione. Ci hanno messo una placca di 12 cm nella spalla, gli ci vorrà un po’ più di tempo per tornare, ma siamo tutti con lui. Io sono un gregario e lui il mio capitano, non appena tornerà ci avrà pronti per lui per tornare a lottare per la vittoria insieme.

C! Oltre la tappa a Forli, quali sono i suoi ricordi piu vividi dal Giro? Quali momenti o storie si mettono in rilievo? Ci sono incidenti che non ci hanno mostrato le telecamere?Mala Sign On

AM Oltre a Forlì i momenti più belli del Giro per me sono la tappa con arrivo a Castiglione della Pescaia. Anche quel giorno ero in fuga. Eravamo in cinque, e in due della NIPPO Vini Fantini (con me Eduard Grosu). è stata una bella fuga, anche se siamo stati ripresi. Poi l’arrivo in volata e il brutto ricordo della caduta di Daniele.

Altro bel momento per me è stato l’arrivo di Sestriere, l’ultima tappa di montagna prima della tappa finale. Li ho capito che ero arrivato alla fine del Giro, che devo percorso tutti quei chilometri con tanto lavoro per la squadra due fughe e un terzo posto. All’arrivo ho baciato il traguardo, il mio obiettivo era raggiunto.Mala Recd

C! La tappa a Forli: Avrebbe dovuto essere una processione per le squadra dei grandi velocisti – nessuno pensava che la fuga arriverebbe all’arrivo. Pero avete pensato diversamente! Suppongo che questa tappa era evidenziato nei vostri calendari da qualche tempo, giusto?

AM Da novembre 2014 quando il Giro d’Italia è stato presentato e ho visto l’arrivo a Forlì. Da li ci ho sempre scherzato con gli amici, ma senza illudermi davvero che una tappa perfetta per i grandi velocisti avrebbe potuto vedere arrivare una fuga all’arrivo. La fuga era pianificata, ma non pensavamo davvero potesse arrivare.128

C!  Quando hai pensato che sarebbe possibile per la fuga di arrivare all’arrivo? L’avete discusso nel gruppo?

AM  C’era molta collaborazione nella fuga, per il semplice fatto che la fuga stessa era stata pianificata da tempo. Cinque giorni prima io e Marangoni abbiamo cominciato a sentirci e pianificare l’attacco. Sulla linea di partenza eravamo già in tre sicuri di provarci e collaborare per portarla il più avanti possibile. Il mio obiettivo era essere ripreso a ridosso del traguardo per passare sulle strade di casa ancora davanti a tutti. Negli 20-30 chilometri di gara quando ho visto che il gruppo non guadagnava molto e che noi procedevamo sempre a più di 50 chilometri orari ho capito che potevamo farcela.

C! Quando il commentatore ha detto che lei è un corridore del posto, avevo solo un favorito per la vittoria. Sembrava che avevi fatto tutto giusto nei ultimi chilometri – sarebbe troppo difficile per il primo attacante di arrivare all’arrivo, e non hai perso il sangue freddo. E poi, l’attacco di Marangoni. Cos’ è successo nei prossimi momenti?

AM  Riguardando e ripensando a mente fredda in quell’arrivo ho sbagliato tutto. Ho chiuso io sul mio amico con cui avevamo pianificato la fuga, togliendo a lui la vittoria e ho sprecato l’unica cartuccia di energia che avevo anziché tenerla per l’ultimissima volata. Come mai? La stanchezza della lunga fuga, l’adrenalina di essere sulle strade di casa, il boato assordante del pubblico mentre passavo. Mi è mancata lucidità e mi resta il rimpianto non solo di non aver vinto, ma che neanche Marangoni abbia potuto vincere.

C!  L’emozione quando è arrivato al terzo posto è la ragione per cui guardo sempre il Giro – la linea sottile entro la vittoria e il dolore, il corridore che corre con il cuore. Adesso, ripensando a questo giorno , quali sono i suoi emozioni di questo giorno?

AM  Come ho detto felicità per l’impresa fatta, e al contempo per l’impresa mancata di un soffio. Nessuno credeva potessimo arrivare, invece lo abbiamo fatto, nella tappa in cui tenevo di più, ma ho mancato la vittoria di un soffio. Ripassare ora sulle strade di Forlì fa davvero effetto. In realtà alcune non le ricordo proprio da quanto ero stanco, ma gli ultimissimi chilometri, ogni volta che ripasso allenandomi mi ritorna in mente un istante diverso di quel arrivo. Non so se passerà mai questa sensazione.Mala Finished

C! Ha vinto qualche gara nella sua carriera. Qual’ è  l’emozione che le dura? Le vittorie,  o quelle che ha mancato di un soffio?

AM  La più grande emozione della mia carriera è stata due anni fa, quando ho vinto in Francia, esattamente un mese dopo che mia mamma era venuta a mancare. Era la Route Adelie de Vitrè non dimenticherò mai quella gara ripensando a mia mamma.

C! Guardando al futuro – quali sono i suoi prossimi obietivi per 2015? Possiamo aspettare altre corse aggressive e passionate, come abbiamo visto ogni giorno da lei e dalla squadra al Giro?

AM Io sono un gregario, quindi il mio obiettivo ora è aiutare il team e i compagni a vincere. Se avremo un’occasione non ce la lasceremo scappare. Siamo in un buon momento di forma dopo il Giro e abbiamo fame e voglia di vincere.Mala Rolls On

(Grazie a NIPPO Vini Fantini per le foto,  Grazie a Tessa Langley per la traduzione delle domande)

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